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Venerdì, 18 Agosto 2017

Rugby

R

ugby uno sport che sempre più sta vivendo una forte ascesa anche nel nostro paese. Perché? Beh vediamo un po': è uno sport di squadra, come tanti altri, si fa molta fatica, niente si risparmia, come in tutti gli sport, quindi? Il rugby è un gioco di evitamento e situazioni dice il manuale, eh si il Rugby è un gioco di evitamento l'avversario lo si deve evitare, ma questo sopratutto in Italia piace poco, chi arriva al Rugby viene perché sull'avversario ci vuole passare sopra, ma si devono imparare delle regole, ecco il regolamento del Rugby è ciò che lo contraddistingue, a parte per il fatto che è quanto mai complesso, permette di potersi riappropriare di istinti che altrimenti dovrebbero starsene li sopiti, istinti che hanno portato l'uomo fin dall'antichità a combattere a fianco a fianco dei propri compagni senza retrocedere sacrificando tutto quello che si ha per un obbiettivo comune. In altri sport si c'è un obbiettivo in comune che lo si raggiunge esclusivamente attraverso lo sforzo ti tutta la squadra, ma il Rugby mette il gioco la fisicità di un contatto controllato che implica uno sforzo congiunto di tutti i ruoli nessuno escluso, non ci sono schemi, ci sono solo situazioni da interpretare. Ne consegue un gioco spettacolare per chi lo guarda, e impareggiabile per chi lo gioca. La squadra diventa una famiglia persone con cui combatti fianco a fianco ad ogni allenamento al freddo ed al fango a cui sei andato in "sostegno" o la hai ricevuto. Difficile da spiegare senza viverlo.

 

R

ispetto, ecco questa è un altra keyword del Rugby: Conditio sine qua non: essendo uno sport rude di contatto con gesti tecnici estremamente fisici ci devono essere regole ferree che devono essere rispettate ed applicate con efficenza. Queste necessità plasmano il giocatore di Rugby al rispetto dell'avversario, rispetto dell'arbitro rispetto del regolamento in modo particolarmente evidente che in altri sport non si percepisce, una decisione dell'arbitro non è cosa che si discute è un dato oggettivo come che la terra è tonda o che in Inghilterra sta piovendo. Sono scene che ti colpiscono quando vedi un colosso di oltre 100kg che china il capo e senza minimamente contestare lascia il campo con uno "Yes Sir". Il rispetto per l'avversario, il gioco del Rugby è fatto di fisicità e anche di grande liberazione, alle volte ci si lascia andare, sta nel gioco, avvengono anche delle cose che non dovrebbero accadere, ma la bellezza sta nel fatto che fin da bambini, quando si inizia a giocare nelle under ci si abitua a mettersi a tavola con i propri "avversari" dopo la partita nel famoso Terzo Tempo. Questa è una cosa che non la si ritrova altrove: mettersi a tavola tutti insieme a condividere panchine (strette) fianco a fianco con chi fino a poco prima "affrontavi" in campo rende tuto ciò che è accaduto prima estemporaneo appartenente ad una dimensione che che solo li esiste. 

 

F

ango e freddo ehh si il Rugby si gioca essenzialmente quando fa brutto tempo, ah,... e perché? Perché? Boh grande mistero. Il Rugby è uno sport di un estrema fisicità ed il caldo sarebbe un vero ostacolo giocare quando le temperature si alzano, ma in realtà noi tutti giocatori siamo convinti che non c'è niente di meglio che di una brutta giornata per tirar fuori un po' di grinta quando il vento ti soffia in faccia l'acqua cade giù e il fango rende quelle scarpe pesanti come il piombo, nella panchina si gela e si invidia chi in campo almeno può rotolarsi. Fango, soprattuto per chi come me gioca in serie C (non che la B sia troppo differente) è una costante che ti porti dietro da novembre a febbraio praticamente una seconda pelle tassativamente da rimuovere prima di entrare in spogliatoio, quindi il rugbista si trasforma in piccola massaia che proma di poter rientrare al caldo ed alla agognata doccia deve rimuovere l'esoscheletro di terra che lo ricopre (tendenzialmente con acqua fredda corrente fuori dove ci sono gli appositi spazi per pulire le scarpe). 

 

C

ontatto si il Rugby è un gioco di contatto, il contatto produce tante cose che soprattutto nelle nuove generazioni mancano, il contatto umano, sempre più legati a realtà virtuali i ragazzi e gli adulti non sono più capaci o all ameglio hanno perso l'abitudine al contatto, è uno degli ostacoli da superare in questo meraviglioso sport, viene chiamata Affettività. 

 

 

Venerdì, 18 Agosto 2017