Alla soglia dei 40 tutti abbiamo amato, amiamo, ma tutti ci siamo posti domande? Cosa significa Amare? Niente è meno oggettivo di un sentimento. Cosa è che ricerchiamo nel notr* partner?

La risposta non può essere univoca. Auspicabilmente alla soglia dei 40 le dinamiche delle nostre relazioni iniziano ad assumere dei caratteri maturi e consolidati. Ciò che andiamo cercando nella relazione con il partner inizia definirci ed inquadrarci in modo più o meno definitivo tra chi certe domande se le pone e chi no. Arriviamo con il nostro bagaglio di esperienze belle bellissime brutte bruttissime, è il momento in cui si inizia mediamente a metabolizzare il nostro bagaglio emotivo e cercare di renderlo coerente con noi stessi nell'adesso.

L'uomo ha due vite. La seconda inizia quando comprende di averne una sola cit. Confucio

È il momento in cui molti si rifanno una vita mediamente al termine di una relazione medio lunga. Ma, a che prezzo? Soprattutto con quale prospettiva? Purtroppo molto frequentemente accade che le persone pensano di decongelarsi e ritornare ad avere 20 anni dopo altrettanti anni di ibernazione. L'ambiente che ci circonda inevitabilmente tende a farci vivere questo sogno, ma attenzione il tempo non torna indietro. Dobbiamo iniziare a lavorare su concetti importati come il possesso. Amare non vuol dire possedere! Non possedere non significa non amare! Il possesso, è la reazione più naturale assimilata fin da bambini per proteggere ciò che ci procura piacere, ma questo ci espone inequivocabilmente alla paura di perdere ciò che abbiamo, generando dinamiche di protezione dal dolore della (possibile) perdita che veramente hanno poco a che vedere con il concetto di amore. La paura è la naturale reazione alla non comprensione: ciò che non riusciamo a gestire è qualcosa che non abbiamo completamente compreso, le decisioni scaturite da una non perfetta comprensione raramente saranno quelle giuste. Fin da piccoli siamo all'interno di queste dinamiche, nel bambino c'è ancora quella bellissima naturalezza nell'amare perché ancora non ha sofferto di queste dinamiche, o almeno limitatamente, crescendo queste difese che poniamo tra noi e le persone che ci circondano diventano talmente parte di noi che più non le sentiamo diventano naturalmente nostre compongono la nostra personalità*.

Ma lo ripeto niente è più lontano del possesso dal concetto di amore.

Vorrei citare un bellissimo pensiero di Osho:

Se ami un fiore, non raccoglierlo altrimenti morirà e cesserà di essere ciò che ami. Quindi, se ami un fiore lascialo essere. L'amore non ha a che vedere con il possesso, ha a che vedere con l'apprezzamento

Non possedere non significa non amare! Significa che nell'accettazione totale del partner lo si lascia libero di essere. Puntiamo in alto. Non abbiamo paura di farci del male, il dolore è parte inscindibile della nostra vita come la gioia e la morte. Fidiamoci del partner, non lasciamo che la paura della possibile perdita ponga tra di noi strati protettivi. Soffriremo comunque perché rimanendo in uno stato vitale comandato da queste maschere che una sopra l'altra si sovrappongono ci distanziamo dal nostro cuore più palpitante, linfa vitale della nostra vera Gioia. La perdita di contatto con la Gioia è una forma di sofferenza molto sottile, non la si percepisce direttamente, rimane lì nascosta a rendere opaca la nostra vita. Poi tutt'ad un tratto succede che la Gioia esplode, riscopriamo una diretta connessione con il cuore, scoperti dalle maschere e senza filtri, sensazioni bellissime ci pervadono, ma non siamo abituati a gestirle, ci spaventiamo perché non comprendiamo, siamo stati educati a non manifestare a tenere nascosto,  la non comprensione genera paura ed i meccanismi di auto difesa appresi fin da piccoli si mettono in moto; molto velocemente tendiamo a imbrigliare queste sensazioni destabilizzanti per tornare all(a)normalità. 

Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò, cantava Jovanotti, è una vetta altissima e difficile da raggiungere: porre piena fiducia in un altra persona, è una cosa rarissima e difficilissima, ma è l'unica cosa che da veramente senso nella nostra vita, tutto è impermanente niente tutto ciò che possediamo durerà, solo ciò che doniamo e riceviamo per amore. Le persone si dividono in che si trova più a suo agio a donare e chi a ricevere, ma piena condivisione si fa in due e significa saper donare e saper ricevere. 

 

 

*colgo l'occasione per fare un inciso sul lemma personalità derivante dal latino per sonar suonare attraverso derivante a sua volta dal mondo teatrale della Grecia, dove gli attori erano usi utilizzare delle maschere che meglio sottolineare stati emotivi del personaggio che impersonificavano (ed anche per farsi sentire meglio dal pubblico)

 

{jcomments on}